Ulisse da Baghdad – Eric-Emmanuel Schmitt

Lo Scirocco, maggio 2010

L’Ulisse dei nostri tempi è un migrante, che scappa da guerre e carestie, in Medio Oriente o Africa, per trovare una strada verso la “fortezza Europa”. Protagonista di questa odierna Odissea è Saad Saad, “che in arabo significa ‘speranza speranza’ e in inglese ‘triste triste’”. Giovane iracheno sopravvissuto alla dittatura di Saddam Hussein, al clima di paura e paranoia, torture e incarcerazioni arbitrarie, embargo. Ma ogni possibilità cade quando, dopo l’intervento degli Stati Uniti in Iraq nel 2003, Saad perde chi ha di più caro. L’autore accompagna il suo “Ulisse da Baghdad” attraverso l’incontro con i lotofagi, moderni contrabbandieri fumatori di oppio, con Circe, funzionaria delle Nazioni Unite che gli rifiuta lo status di rifugiato perché ora che l’Iraq è stato “liberato” bisogna solo pazientare, e poi le Sirene, un ciclope, Nausicaa, bella siciliana che lo trattiene per un po’ dal suo viaggio verso Londra. L’amata Itaca è l’Iraq, ma al contrario di Ulisse, Saad deve allontanarsene per poter vivere, l’Odissea non è più un ritorno ma un’andata. Dopo un inizio incantevole, la scrittura di Eric-Emmanuel Schmitt da soave si fa didascalica. Le tragedie contemporanee sono sciolte in questa favola moderna, delicata ma troppo impegnata a spiegare la morale passo per passo piuttosto che lasciar parlare la storia.

Eric-Emmanuel Schmitt, Ulisse da Baghdad, Edizioni e/o, 2010 (euro 17,00)

Eric-Emmanuel Schmitt è uno scrittore e drammaturgo francese. Ha pubblicato tra gli altri Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, da cui è stato tratto l’omonimo film con Omar Sharif e Isabelle Adjani.

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