Lo Scirocco, agosto 2010
Il fotografo è la storia di un viaggio in Afghanistan: nel luglio 1986, Didier Lefèvre parte da Parigi destinazione Pachistan, per attraversare il confine con l’Afghanistan di notte, nascosto sotto un burka. L’obiettivo del viaggio, con il personale di Medici senza frontiere, è fare un reportage dell’interno del paese, stretto tra l’invasione russa e la resistenza dei mujaheddin. Il racconto di Didier è a tratti drammatico, divertente alle volte, spesso spaventoso. Nel terrore degli elicotteri sovietici, del tragico freddo delle vette altissime, della fame. Un viaggio dove ha scattato 4.000 foto, per vederne pubblicate, e con orgoglio, sei. A un anno dal ritorno in patria, per il rotto della cuffia, Didier ha perso 14 denti e sofferto di foruncolosi cronica, dirette conseguenze della malnutrizione e dello stress del viaggio, per poi morire di infarto a 49 anni nel 2007.
Questo grande lavoro di graphic journalism mixa le foto di Didier in bianco e nero con i fumetti di Emmanuel Guibert, che ha raccolto l’esperienza dell’amico. Alcune immagini sono molto forti, altre semplicemente bellissime: bambini dal volto straziato dalle bombe, uomini e donne mutilati, ragazzini armati, paesaggi incredibili e ritratti di grande intensità. Uno spaccato della vita afghana rurale, con i suoi usi e costumi, di allora e forse, dopo 20 anni di guerra, anche di oggi.
Emmanuel Guibert, Didier Lefèvre, Frédéric Lemercier, Il fotografo, Coconino Press, 2010 (euro 29,00)
Didier Lefèvre (1957-2007), fotoreporter, ha lavorato in Afghanistan, e in Kosovo, Malawi e Cambogia. Emmanuel Guibert (1964) è autore e disegnatore di fumetti, ha scritto anche La guerra di Alan.

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Appena un paio d’ore fa ho finito di leggere quest’opera (definirla semplicemente libro, pur essendo un’amante dei libri!, lo trovo un po’ riduttivo). Davvero stupenda! Per l’armonia che gli autori hanno saputo trovare tra le diverse forme narrative e per ciò che racconta… Lascia il segno!