Metà di un sole giallo – Chimamanda Ngozi Adichie

Lo Scirocco, 1 febbraio 2009metà di un sole giallo

Sono gli anni ’60 in Nigeria. Ugwu è un ragazzo di villaggio che si trasferisce come tuttofare dal professor Odenigbo, in una casa dove l’acqua esce da un rubinetto e il Padrone mangia carne tutti i giorni. Olanna è una bella e ricca ragazza di Lagos che si innamora del rivoluzionario professore e va a vivere da lui. Richard, un inglese emaciato, si sposta in Nigeria per la sua passione per l’arte e si innamora di Kainene, gemella androgina e sardonica di Olanna. Le storie si intrecciano una con l’altra tra tradimenti, delusioni e passioni, e intorno a loro le vite dei parenti, e dei vicini di casa, e dei colleghi, in un turbinio di dettagli quotidiani e straordinari sullo sfondo della storia violenta della Nigeria, dall’indipendenza ai colpi di stato ai massacri. Fino alla guerra del Biafra, dove i ruoli stabiliti si stravolgono.
Metà di un sole giallo è il simbolo del Biafra. Nazione esistita solo per tre anni, sufficienti perché Biafra restasse sinonimo di carestia, di bambini che muoiono di fame con la pancia gonfia. Metà di un sole giallo racconta la tragedia in modo lucido. L’autrice non concede sbavature ai suoi personaggi, ci presenta la natura umana per quella che è: fragile, debole, crudele, e capace di grande generosità e amore. Un romanzo necessario per chiunque abbia sentito nominare il Biafra senza averne capito la Storia, e anche per gli altri.

Chimamanda Ngozi Adichie, Metà di un sole giallo, Einaudi, 2008 (euro 19,50)

Chimamanda Ngozi Adichie è nata nel 1977 in Nigeria, nell’ex stato del Biafra. Ha studiato negli Stati Uniti, dove tuttora insegna Scrittura Creativa. Ha scritto una serie di racconti in lingua inglese. Il suo primo romanzo L’ibisco viola è stato pubblicato in Italia da Internazionale-Fusi Orari.

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Informazioni su vaeva

1982, Bologna

  1. donato

    sono quasi a metà del libro, dove viene comunicato via radio l’inizio della rivolta della gerarchia militare Igbo. non credevo fosse un romanzo ma un libro che narrava la guerra del biafra che per noi italioti è sinonimo di fame e carestia, mentre in realtà è uno dei posti + ricchi al mondo, dove si mangia e si beve + che da noi.

    • Caro Donato, purtroppo l’Africa in generale è un posto ricchissimo (di materie prime e non solo) ma ciò non toglie che sia allo stesso tempo quello dove c’è più malnutrizione e povertà al mondo. Son questioni, insomma.
      In ogni caso, stai arrivndo alla parte più drammatica e potente del libro! Fammi sapere cosa ne pensi quando l’hai finito.
      Personalmente mi è piaciuto molto.

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