Sudafrica: immigrati e nuovo apartheid

Cronos n. 8, agosto 2009

mappa SudafricaMentre il Sudafrica si prepara a presentare uno degli eventi globali più appariscenti al mondo, i Mondiali di Calcio, primo stato africano ad averne ottenuto l’onore/onere, com’è la situazione in uno stato che fino ad appena 15 anni fa teneva in vita un sistema orribile come quello dell’apartheid?
A sentire i numerosissimi turisti the visitano il paese più avanzato del continente nero, il Sudafrica vanta città modello, palazzi moderni e centri commerciali che gareggiano addirittura con quelli statunitensi (e il parere viene proprio da turisti statunitensi!). Ma non tutti gli abitanti del Paese possono godere di tali ricchezze, anzi ancora una volta la maggioranza povera se ne sta in disparte a guardare da lontano gli splendidi panorami di Città del Capo o Johannesburg. La minoranza bianca del Sudafrica, notoriamente ricca, mantiene uno zoccolo duro di razzismo: spesso considerando i neri come “criminali, ladri e stupratori”.
Le cose non vanno meglio all’interno delle township, baraccopoli ex sobborghi destinati esclusivamente ai neri, dove nel corso degli anni, ancora prima della fine dell’apartheid, si sono insediati migliaia di immigrati provenienti da Paesi disastrati dell’Africa Subsahariana, soprattutto Zimbabwe, Mozambico e Somalia. Nel maggio 2008 è esplosa una vera e propria caccia all’immigrato: migliaia di sudafricani indigenti hanno scaricato le proprio frustrazioni contro altri poveracci, cacciandoli dalle proprie case, saccheggiando negozi, con violenze sistematiche rare nel Paese dell’arcobaleno. L’apice della sommossa contro gli immigrati è durato poco più di una settimana ma ha fatto 65 morti e decine di migliaia di sfollati, molti dei quali hanno lasciato le proprie nuove dimore per tornare al paese da cui erano scappati. Le foto di persone bruciate vive hanno fatto il giro del mondo, riempiendo di sgomento e disillusione chiunque guardasse al Sudafrica come esempio riuscito di convivenza.
A distanza di un anno non è stata fatta giustizia per questa ondata assassina, sebbene le cause fossero chiare fin da subito. Il Sudafrica, infatti, sta vivendo già dal 2007 un periodo precario per la sua economia nazionale. Una disoccupazione a livelli del 26% e un’inflazione al 7% si aggiungono ai problemi di riassestamento post apartheid. Il divario tra minoranza bianca ricca e maggioranza nera povera è ancora abissale, con gran parte della ricchezza nazionale concentrata nelle mani di un10% di popolazione. In queste condizioni hanno attecchito facilmente i sentimenti xenofobi di una popolazione povera che, insieme a qualche politico, incolpava i numerosi immigrati (si parla di 5 milioni su una popolazione che arriva a malapena ai 50) di rubare lavoro ai cittadini sudafricani. A farne le spese sono stati ancora una volta i poveri tra i poveri.
A ottobre del 2008, nonostante sia calato un silenzio di vergogna sulle violenze di maggio, i sentimenti xenofobi non si sono sopiti. Questa volta sono stati presi di mira negozianti somali: minacciati e continuamente nel mirino delle violenze anti-immigrati, hanno visto di nuovo distruggere le proprie case nelle baraccopoli, in un macabro replay dei massacri di maggio. Nonostante al momento la situazione sembra si sia calmata resta intaccato il problema di cui la maggior parte dei sudafricani si lamenta. Invece che essere concluso, il sistema dell’apartheid ha cambiato forma: non più tra bianchi e neri, oggi Ia segregazione segue le linee di demarcazione di ricchi e poveri.

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Informazioni su vaeva

1982, Bologna

  1. Yermaia

    Aggiungo che è incredibile la disinformazione sull’argomento in Italia. Tra l’altro su Youtube ci sono molti video sulla “nuova apartheid”, cioè razzismo dei neri contro i bianchi e i bianchi che diventano sempre più poveri. Non so quanto siano di parte questi video, visto anche che la popolazione Afrikaans è solo del 13%, però fa pensare e preoccupare una situazione dove di sicuro il razzismo è ambivalente e la questione non sembra per niente risolta. E siamo nel 2010.

    • La disinformazione in Italia sull’argomento Sudafrica è la stessa su tutti gli altri Stati. L’Italia è famosa per il suo interesse nullo per l’estero (a parte qualche sacca che sta facendo la fortuna di Internazionale)(fortuna per loro e per noi).
      Sulle nuove apartheid di neri contro i bianchi mi pare difficile che abbiano una grande rilevanza, di sicuro la situazione è molto più complessa di quanto non sembri da fuori, come dappertutto direi.
      Siamo nel 2010 e fa un certo effetto, ma considerare che l’apartheid è rimasto in piedi fino al ’94, fa più effetto ancora! appena appena 16 anni…

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