Erode il Grande

Cronos n. 10, ottobre 2009

Muro del PiantoErode, uno dei più grandi re dei Giudei, megalomane e complottista, garantì la pace per 30 anni consecutivi a una regione ancora oggi in guerra, e ha costruito palazzi e fortezze tra il Giordano e il Mediterraneo, tuttora affascinanti testimonianze del suo regno.

Erode nacque intorno al 74 a.C. da padre idumeo e madre araba nabatea originaria di Petra. L’Idumea o regno di Edom era una regione a sud della Giudea, conquistata intorno al 130 a.C. dagli Ebrei durante le guerre di espansione sotto la dinastia degli Asmonei, ramo della famiglia dei Maccabei. Gli Idumei furono costretti a convertirsi al Giudaismo oppure a lasciare le proprie terre; molti si convertirono ma non furono mai considerati veri e propri Giudei. Erode, figlio di Antipatro, fu sempre soggetto a questo giudizio. Divenne re per una serie di fortunate circostanze che favorirono il padre Antipatro, il quale riuscì a inserirsi e a trarre vantaggio da una faida tra i due principi della dinastia asmonea, che regnava sulla Palestina.Mappa della Palestina sotto il regno di Erode
Gli Asmonei si trasmettevano le cariche di Re e Sommo Sacerdote per via ereditaria ormai da più di un secolo, in un regno segnato da guerre di espansione e dal ripudio della cultura ellenistica che si era affacciata in Oriente con Alessandro Magno. Per i Giudei la mollezza della cultura greca era quanto di più distante ci fosse dal rigore delle proprie leggi: fare sport nudi, costruire templi e anfiteatri, adorare l’imperatore come un dio, tutto era idolatria.
Nella guerra di successione tra Ircano e Aristobulo, il padre di Erode appoggiò il primogenito Ircano, riuscendo a farlo salire sul trono. Aristobulo invece si era attirato le ire dei nuovi “padroni”, i Romani, che dal 63 a.C. avevano conquistato la Giudea. Era stato portato a Roma come prigioniero insieme ai suoi figli, e questo giocava a tutto vantaggio di Ircano e Antipatro. Poi, visto che il primo era effettivamente un inetto, il governo del regno passò in mano ad Antipatro, considerato l’uomo politico più importante in Palestina, che ne approfittò per passarlo ai figli, Fasael (morto durante la guerra con i Parti) ed Erode.

Amico dei Romani

Erode seppe subito farsi notare dai nuovi conquistatori, mostrandosi sempre pronto a favorirli, anche a scapito del suo popolo, cosa che lo aiutò molto, soprattutto quando di lì a poco si trovò a dover muovere guerra contro l’ultimo pretendente al trono asmoneo. Quando il figlio di Aristobulo, Antigono, fuggì da Roma per presentarsi alle porte di Gerusalemme accompagnato dai Parti, il popolo giudaico lo accolse come un liberatore venuto per scacciare i Romani, e lo acclamarono come Re e Sommo sacerdote. masada Erode fuggì con la famiglia, mettendola in salvo nella fortezza di Masada, un promontorio roccioso che si staglia sulle acque bituminose del Mar Morto, prima di salpare di tutta fretta verso Roma a chiedere aiuto ad Antonio e Ottaviano.
Era il 40 a.C. e il Senato romano, per tutta risposta, proclamò Erode “Re di Palestina” nonostante le sue origini plebee. Era una mossa politica astuta: gli Asmonei si erano dimostrati decisamente restii ad accettare il dominio romano, e il fatto che Antigono fosse stato proclamato re dai Parti non poteva che giocare a suo completo sfavore. Erode invece poteva vantare un legame già consolidato con i Romani dal padre Antipatro.
In forza del suo nuovo titolo e soprattutto dell’esercito romano, Erode tornò quindi in patria e per prima cosa liberò i suoi familiari da Masada, dopodiché punto dritto a nord, verso Gerusalemme, dove lo aspettavano tre anni di trattative e tre mesi di assedio alle mura della città prima di riuscire a scacciare Antigono (poi fatto uccidere da Antonio) e i Parti, dando avvio a un regno che sarebbe durato fino al 4 a.C.

Un mondo in costruzione

Erode intanto aveva sposato Mariamme, il cui nonno era proprio quell’Aristobulo che aveva tentato di regnare al posto di Ircano. Un’Asmonea dunque. Il matrimonio era politico, probabilmente Erode tentava di legittimare la sua posizione agli occhi del popolo legandosi a quella famiglia di regnanti. Col tempo però si rivelò una scelta pericolosa, che avrebbe portato a interminabili lotte intestine per la successione, e anche alla follia paranoica di Erode, uomo effettivamente tendente alla rabbia omicida, capace di far uccidere la moglie, uno zio, e tre dei suoi numerosi figli.
Il lungo regno di Erode il Grande portò indubbi vantaggi alla terra dei Giudei. Erode non esitava a usare il pugno di ferro contro briganti o ribelli, e aveva liberato la Galilea dalle razzie. Si era impegnato inoltre in un’opera di innovazione senza precedenti, facendo costruire fortezze, palazzi e intere città, come Cesarea, sulle rive del Mediterraneo. acquedotto di cesareaAncora oggi vi si affacciano grandiosi resti, e si può facilmente immaginare come un tempo qui i cittadini assistessero a spettacoli teatrali, gare sportive, o danze, affacciati sul mare.

Le Olimpiadi e la ricostruzione del tempio

Erode fece costruire fortezze a Gerusalemme, a Sebaste, a Masada e a Herodion, e in molti altri luoghi sparsi per tutta la regione. Voleva lasciare un ricordo immortale di sé e del suo regno. Era tanto affascinato dalla cultura ellenistica da istituire una gara, come quella delle Olimpiadi, a Cesarea. Ma lo sforzo di innovare la cultura giudaica era visto con disprezzo dalle frange ultraortodosse della popolazione. Costumi più liberi e una vita mondana ricca di sfarzo erano segni evidenti di decadimento morale e di allontanamento dalle tradizioni mosaiche.
Non tutti erano di questo avviso. Cesarea aveva attirato tra le sue splendide mura di pietra bianca numerosi ebrei, ben felici di vivere in una città portuale ricca, dove gli affari commerciali con tutto il Mediterraneo erano fruttuosi e stimolanti. Per gli spettacoli e i giochi atletici, teatrali e circensi, Erode invitava atleti da tutto il mondo, e in tanti accorrevano. Il cosmopolitismo era un tratto importante nella figura di questo re giudaico di nascita, ma greco-romano nello stile di vita.
ricostruzione secondo TempioPer cercare di ingraziarsi anche i più fanatici Erode fece la cosa più grandiosa che un ebreo possa immaginare: la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Il primo tempio era stato costruito da Salomone intorno al 1000 a.C., e distrutto dai Babilonesi nel 587 a.C. Il secondo era stato ricostruito nella miseria, dai reduci tornati dal grande esilio a Babilonia intorno al 515 a.C. Ora Erode si proponeva di trasformare il tempio nell’opera architettonica più maestosa mai vista nelle civiltà. E così fu. Fece fortificare dal basso la spianata su cui sarebbe sorto, costruendo grandi mura alla base. Il Muro del Pianto su cui oggi ogni giorno si accalcano centinaia di ebrei è solo uno dei muri di ritenzione rimasti di quel grandioso tempio, inaugurato dal re nel 18 a.C.: “Uno degli edifici religiosi più belli del mondo”, secondo Giuseppe Flavio.

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Informazioni su vaeva

1982, Bologna

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