HA APERTO AL CASSERO IL FESTIVAL GENDER BENDER CON LO SHOW DI LALA McCALLAN

Da Bolognanotizie.com 4/11/2009

Gender Bender, il Festival Internazionale sull’identità sessuale quest’anno ha come obiettivo “infrangere il mito della donna in vetrina”, e lo fa con una serie di appuntamenti dedicati ad arte, cinema, teatro, danza, incontri con autori e perfomance. Cinque giorni di spettacoli ed eventi per dare un “colpo di grazia” agli stereotipi.

gb09-immagine-ufficialeBOLOGNA, 4 NOV. – Ha aperto ufficialmente i battenti ieri sera la 7º edizione del Festival Internazionale Gender Bender, dedicato all’identità sessuale, quest’anno incentrato sull’immaginario e sul corpo femminile e soprattutto sui cliché che oggi più che mai interessano la donna, da cui il titolo annuale Colpo di grazia. La diva en travesti Lala McCallan si è esibita in uno show dove ha dato dimostrazione della sua inedita capacità canora. La diva, più adatta a un palco di Las Vegas che a quello del Cassero, dove si è tenuto l’aperitivo-spettacolo, ha cantato “Con te partirò” come assolo a due voci in uno sdoppiamento tra l’esilarante e il prodigioso. Vestita con un lungo abito nero in tulle, con gioielli appariscenti e una voluminosa parrucca platino, è passata poi a un repertorio più pop con “Beautiful”, di Christina Aguilera. L’esibizione non si è dilungata, purtroppo, perché il Festival entrava subito nel vivo con una serie di appuntamenti. Tra cui le proiezioni al Cinema Lumière.

Qui partiva Soggettiva, la rassegna a cura di Arcilesbica di Bologna al terzo anno di collaborazione con il Festival. Le curatrici Elisa Manici e Antonia Ciavarella, con Marco Urizzi che si è occupato della parte cinematografica, hanno presentato il video di apertura della rassegna, dove sotto le note dei Gossip e di Laroux, vediamo un gruppo di donne che scappano inorridite di fronte allo stereotipo femminile proposto dalla televisione. A seguire il cortometraggio Lucha, dove due ragazze in El Salvador si amano sullo sfondo della guerra civile, e il film di Shamim Sharif I can’t think straight. Commedia romantica dal retrogusto bolliwoodiano, dove una ragazza palestinese, Tala, che colleziona feste di fidanzamento ad Amman senza mai arrivare al matrimonio, si innamora di una giovane inglese di origini indiane, Layla, a Londra, dove entrambe vivono. Il film si svolge tra una serie di gag, dove la “serva” della madre di Tala fa da macchietta comica onnipresente, e scontri tra differenze culturali e generazionali.

Il festival offre fino a sabato un programma ricco di eventi molto eterogenei, tra spettacoli di danza (stasera la replica di Tourlourou dove una danzatrice con tutù mimetico danza su un bersaglio), teatro (venerdì 6 e sabato 7 sarà in scena Sabbia, spettacolo di Eleonora Danco, paragonata a Pasolini e Sarah Kane), ancora cinema (stasera al Lumière un documentario sulla vita di lesbiche e gay israeliani e palestinesi a Gerusalemme), incontri con autori (giovedì 5 Michela Marzano, filosofa e intellettuale, presenterà il suo Dictionnaire du corps, mentre venerdì 6 Vladimir Luxuria parlerà del suo ultimo libro Le favole non dette), e poi arti visive e performative.

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