Gaza un anno dopo: Le conseguenze di una tragedia

Osservatorioiraq.it, 27/12/09

Donald MacIntyre, The independent (12/12/2009)

Hilmi Samouni spera ancora – “inshallah” – di ritornare al suo vecchio lavoro di assistente di cucina al Palmyra, il ristorante di shawarma più conosciuto di Gaza. Ma a differenza del fratello 22enne Khamiz, che lavora di nuovo nel negozio di vernici per auto, e del cugino 20enne Mousa, in un corso di contabilità di due anni all’università di al-Azhar, Hilmi, che ha 26 anni, quando è tornato al Palmyra dopo la guerra ha scoperto che non riusciva a farcela. “Sono stati tutti molto solidali”, dice, “ma non riuscivo a fare un buon lavoro”. A differenza di Mousa, che pure ha perso i genitori, e di Khamiz, Hilmi ha visto non solo i corpi del padre Talal e della madre Rahme, ma anche della moglie Maha, 20 anni, e del loro unico figlio Mohammed di sei mesi, tra i 21 uccisi nel bombardamento del magazzino in cui le truppe israeliane avevano ordinato loro di radunarsi. A Hilmi dispiace ancora di non avere foto di nessuno di loro; erano state bruciate nel bombardamento della loro casa, il giorno prima.

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