Plausi all’intervento di Gianfranco Fini alla libreria Ambasciatori

Bolognanotizie.com 18/01/10

Il presidente della Camera conferma le idee che tanto piacciono alla sinistra: laicità dello Stato, liberarsi delle ideologie, sguardo internazionale. Tutto oro quel che luccica?

BOLOGNA, 16 GEN. – Ieri pomeriggio alla libreria Coop Ambasciatori si è tenuto l’incontro con il presidente della Camera Gianfranco Fini per parlare del suo ultimo libro Il futuro della libertà. Ovvia presenza importante di polizia e forze dell’ordine varie, con via Orefici chiusa in una bolla virtuale di controllo. Anche perché dopo il duomo al premier e l’“attacco” al Papa qualcuno cominciava a chiedersi chi fosse il prossimo. Non Fini, comunque, che anzi è entrato e uscito dalla libreria tra ori e allori.

Imboccato da Sofia Ventura, politologa e firma del magazine online della Fondazione FareFuturo di cui Fini è presidente, che ha definito certi personaggi politici del Pdl bolognese come “più realisti del re” (Lorenzo Tommassini che ha disertato per non incoraggiare la frattura col premier), Fini risponde tirando dentro Nanni Moretti con la battuta di Ecce bombo: “Avranno pensato ‘mi si nota di più se vado o se non vado?’”. Il resto è stato tutto in discesa.

Tra i moniti a “liberarsi delle ideologie ma non delle idee” e a “riportare i giovani verso una sana passione politica”, il presidente della Camera si è paragonato a politici come Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, anche loro statisti di destra “accusati” di aver assunto posizioni di sinistra. Non è il solo riferimento di respiro internazionale che Fini ha portato durante il dibattito. Ha parlato anche di Nicholas Negroponte, guru di internet incontrato a Roma “da cui politici di destra e sinistra potrebbero trarre molti spunti”.

La nota meno apprezzabile, forse, dall’elettorato di sinistra cade al solito sull’Islam. Fini cita un articolo dell’illustre politologo Giovanni Sartori (“L’integrazione degli islamici”, Corriere della Sera, 20 dicembre 2009) secondo il quale, riassume il presidente della Camera, “l’Islam è difficilmente integrabile”, teoria che definisce “tutt’altro che peregrina”. D’altra parte, “il problema non è dei musulmani ma dell’Islam in generale, la cui gerarchia valoriale mette il Corano sopra alle leggi dello Stato”. Inevitabile l’esempio dalla cronaca nera della ragazza uccisa dal padre pakistano perché “non rispettava la sharia”.

Ma il pubblico di sinistra ha potuto subito tornare verso più sereni lidi con le ultime battute di Fini riguardanti il caso Englaro e l’annosa questione del testamento biologico, che presto potrebbe tornare ad accendersi, come dice lui stesso. Il presidente della Camera si conferma su decise posizioni laiche, chiudendo l’incontro con un “bisogna salvaguardare la libertà della persona, che ognuno sia libero di scegliere”. Chiaramente nessuno spazio per le domande.

Bolognanotizie.com, 16/01/10

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