Palestina: “Serve un’alternativa all’industria della pace”

Osservatorioiraq, 24/05/2010 [stralcio]

Massacro culturale

Per descrivere quello che da decenni avviene in Palestina, Omar Barghouti parla di “massacro culturale “Dei ricercatori hanno rivelato che Israele subito dopo il 1948 ha rubato e distrutto decine di migliaia di libri palestinesi. Un modo per giudaizzare il paese e tagliare la nostra cultura. Si è trattato di un vero e proprio massacro culturale”, dice.

Poi va avanti raccontando come l’istruzione palestinese sia stata annullata nel corso degli ultimi 62 anni: “Nel 1988 dopo l’inizio della Prima Intifada [1987] Israele ha chiuso tutte le sei università, le 13 scuole tecniche superiori e le 1194 scuole della Cisgiordania. Nel 1989 ha chiuso anche tutti gli asili. L’università di Birzeit [vicino a Ramallah, la più prestigiosa della Cisgiordania] è stata chiusa per quattro anni consecutivi. E non c’è stata nessuna protesta da parte delle accademie occidentali. La reazione palestinese, invece, è stata quella di rendere la propria istruzione un affare clandestino, da coltivare “nelle case, chiese e moschee, al riparo dagli sguardi”.

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1982, Bologna

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