Il mare di mezzo – Gabriele del Grande

Lo Scirocco, luglio 2010

Il Mare di mezzo è un’inchiesta su ciò che succede sulle due sponde del Mediterraneo, e in mezzo. Le storie di tantissimi ragazzi che partono dalle coste del Nord Africa per raggiungere un sogno, o per scappare da un incubo. D’estate il mare è piatto e quello spazio tra l’Algeria e la Sardegna, o dalla Libia a Lampedusa, sembra un attimo. Ma non lo è. Il Mediterraneo “al tempo dei respingimenti” è un mostro che divora centinaia di giovani, o che li sputa nelle carceri.

C’è la storia delle rivolte in Tunisia, della dittatura militare in Eritrea, delle carceri libiche, le crisi in Sudan, i nuovi italiani in Egitto e Algeria. Le testimonianze di genitori che ancora aspettano i propri figli, dei sopravvissuti che raccontano il tragitto in mare, le motovedette, gli scontri. I rimpatri. I Centri di Identificazione ed Espulsione, qui in Italia. Storie di persone che pur di non rimanere sei mesi in gabbia mandano giù pile, shampoo, batterie, si tagliano con le lamette, si impiccano con i lenzuoli. E poi le violenze della polizia (la nostra), denti rotti, pestaggi. Ma anche i pescatori di Mazara del Vallo, che hanno il coraggio di non girarsi dall’altra parte.

È una lettura che va fatta ora, per la seconda estate dall’entrata in vigore della politica dei respingimenti. Per capire guardando il mare qual è il prezzo che diamo alla nostra “paura dell’invasione”.

Gabriele Del Grande, Il mare di mezzo, Infinito edizioni, 2010 (euro 15,00)

Gabriele Del Grande (1982), giornalista, ha fondato Fortresse Europe, osservatorio sulle vittime dell’emigrazione, ha pubblicato Mamadou va a morire e Roma senza fissa dimora. Scrive su L’Unità.

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Informazioni su vaeva

1982, Bologna

Un Commento

  1. Oreste

    Ho ascoltato il suo intervento a Otto e mezzo e chiaramente mi è sembrato nettamente schierato con le tesi guerrafondaie che non lasciano nessuno spazio per sbocchi ad altre soluzioni meno cruente .
    Senza una visione critica degli avvenimenti si finisce per appiattirsi sulle ali dell’interventismo criminale per il possesso del petrolio e contro gli interessi dei popoli.
    oreste strano

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