Raccontino fantascientifico, sul 2012

Ci avevano detto che era una fesseria, che non sarebbe cambiato niente, che erano i sogni di un paranoico, le fantasie di un ciarlatano, le leggende di una cultura che fu, un mito. Ci avevano detto di non preoccuparci, anzi a un certo punto avevano anche smesso di dircelo, la cosa non aveva più rilevanza. Ma quando è arrivato il 21.11.12 ho aspettato lo scoccare della mezzanotte col respiro spezzato. Alle 00.01 ho spento la luce, mi sono addormentata serena. Alle 5:40 mi sono svegliata col pensiero che forse la fine sarebbe arrivata alle 12:12 e non aveva molto senso dormire nelle ultime sette ore di vita. Ho acceso il computer, guardato le foto di famiglia, d’infanzia, cercato notizie, allarmi, indizi, qualunque cosa. Ho telefonato agli amici, alla famiglia, cucinato, mangiato l’ultimo mascarpone, le ultime uova, riletto le pagine più belle dei romanzi più belli mai letti, coccolato cani e gatti, fatto l’ultima doccia. Morire con i capelli sporchi mi sembrava piuttosto disgraziato. Un pensiero abbastanza futile a pensarci ora. Alle 12:11 mi mancava di nuovo il respiro. 2 minuti dopo accendevo la mia prima sigaretta di quella che sembrava una nuova vita. La giornata è andata avanti a spaventi alterni, aspettando le 12:21, le 21:12, 21:21, 00:00 del giorno dopo. Niente. Il 22.11.12 è stata una giornata felice.

Il seguito sul blog di Daniele Barbieri

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1982, Bologna

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