Book Club VI: The great perhaps – Joe Meno

Il Book Club parte VI inizia con un annuncio: nel mese di marzo si legge “The great perhaps” di Joe Meno. E con una brutta confessione: in queste due settimane ho letto giusto 100 pagine da Millennium III La regina dei castelli di carta, che quindi ho deciso di mettere a parte per un po’. E’ che tutta la faccenda dell’avvincenza tanto discussa qui deve aver perso mordente in questa terza parte, e del resto era inevitabile visto che i personaggi di fatto non agiscono in alcun modo ma si dipinge tutta la situazione complottistica con relativo processo. (Ovviamente chi capiti qui avendo letto la trilogia dovrebbe caldamente invitarmi ad andare avanti e dirmi che ci sono colpi di scena che in tv non posso aver visto e anche rivelazioni su Lisbeth, e il rapporto con Blomkvist).

Fatto sta che a un certo punto ho sentito una nostalgia, e un bisogno di leggere qualcosa che potesse aspirare alla categoria del Bello, e in qualche modo mi sono fatta abbindolare dagli strilli di questo “Grande forse“. Da qualche parte ho letto che c’è qualcosa in comune con DeLillo, e quando intravedo il Suo nome succede che non capisco più niente e mi bevo qualsiasi cosa. Quando poi accanto c’erano paragoni anche a Franzen mi sono detta: “e vabbè allora daje”. Ho preso però la versione inglese, e non la traduzione italiana delle Edizioni E/O, che pure apprezzo molto, per pure faccende veniali. La E/O costa euro 19,50, quella inglese, della Picador, 12, e l’ho trovata subito alla Feltrinelli International, senza neppure la pippa di aspettare la spedizione. E poi la copertina è più carina. E io ci tengo alle copertine, c’è poco da fare. Ho maturato anzi un gusto un po’ pacchianello. Una volta quelle inglesi/americane mi parevano un po’ barbare nel loro affollamento di colori, ora mi sembrano flaccide quasi tutte le nostre. (Bisognerebbe fare un’ammissione di massa)

Sono appena a pagg. 20 (e il capitolo 1 inizia a pag. 13) perciò non ho gran che da dire ancora: famiglia americana, marito con curiosa sindrome che lo fa svenire alla vista delle nuvole, ma a pag. 14 c’è il disegno di una nuvola, e da un po’ apprezzo molto le illustrazioni nei libri. E’ un po’ lentino a dirla tutta, ma gli concedo ancora per un pezzo il beneficio del dubbio.

E poi chiudo con una segnalazione: per gli estimatori di libri di seconda mano, Kefka85 offre libri GRATIS per tutti, a patto che si paghino le spese di spedizione o si passi da Roma. Qui l’elenco dei titoli rimasti. (Così, tanto per dare una mano, anche se non ce ne sarà affatto bisogno, all’ottima iniziativa)

AH! Non è che ho dimenticato tutte le letture fantasy che mi aspettano sul comodino, finito questo, sarà finalmente il loro turno.

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Informazioni su vaeva

1982, Bologna

Un Commento

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    Keep up the good writing.

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